Nella suggestiva sala de sas bertulas, ci sono state alcune donne che fanno della loro quotidianità esperienza e racconto di vita.
Ci sono state allevatrici di api, di cavalli, perché allevare, coltivare, curare sono compiti essenziali di un’azienda agricola, e Sa Mandra, prima di essere un rinomato ristorante di campagna, è innanzitutto una realtà aziendale agricola. C’è stata una mamma che con caparbia determinazione ha deciso di accudire e allevare una nidiata di figli.
C’è stata chi ha deciso di curare e coltivare il linguaggio, la lingua — sa limba — consapevole che la lingua, oltre ad essere sinonimo di identità, è il privilegiato medium con il quale comunicare. C’è stata chi aveva cercato cieli, ha cercato cieli e li cercherà ancora, esercizio peculiare di chi ha allevato la vita. Vita vissuta, raccontata splendidamente in Cercandocieli, un libro da sbranare in un sol boccone.
Al di là dei miti antropologici e sociali, sono le donne a compiere le gesta dell’accudire e dell’allevare. Gesta ataviche che dettano e definiscono ruoli, difficili da ridiscutere e da scardinare. Ci ha provato l’appuntamento di Nàrami dell’8 marzo a illustrare, descrivere e cristallizzare queste gesta, intessendo dialoghi, suggerendo domande, abbattendo certezze o amabilmente chiacchierando del dipanarsi quotidiano della vita.
Ad accompagnarci in questa esperienza:
Anna Maria Montisci, apicoltrice per amore (Apicoltura Albero della Vita)
Eleonora Lotto, medico veterinario, ippiatra e imprenditrice agricola
Federica Melis, mamma
Maria Antonietta Piga, giornalista ed esperta in lingua sarda
Rossana Copez, scrittrice