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Fare e tradurre poesia: Milo De Angelis

Milo De Angelis, nasce a Milano nel 1951, dove ha insegnato letteratura in un carcere di massima sicurezza. Pubblica Somiglianze, la sua prima raccolta poetica nel 1976; del 2022 è la sua ultima
fatica di autore-traduttore, il De Rerum Natura di Lucrezio, edito da Mondadori. Un libro che inevitabilmente rimanda ai ricordi degli anni scolastici, a quei lontani e misteriosi
poeti latini, ma è grazie all’efficacia della parola e alla maestria di De Angelis, che questo volume diventa un libro contemporaneo. Un lavoro imponente e complesso che testimonia un vero e
proprio corpo a corpo con il pensiero del grande poeta-filosofo latino, che inevitabilmente si trasforma e diventa un’opera deangelisiana, viva, guizzante, vigorosa.

Se un tempo furono le pestilenze, gli incendi, i terremoti a sconvolgere, oggi sono i repentini cambiamenti climatici con il conseguente depauperamento ambientale a disorientare, e noi esseri
umani, inermi incapaci di governare, sprofondati in un nichilismo che interroga e sorprende. “La natura lucreziana del primo secolo a.C. non è la metropoli novecentesca dei grattaceli e dei passanti: ma il senso
dell’infinito, il senso del nulla sono ancora gli stessi e continuano a fecondare gli atomi della nostra ispirazione.”

Chiare e semplici le parole di De Angelis, perché l’infinito, il nulla, sono le esplorazioni, sono i fantasmi che rincorrono i ricordi, si intrufolano nell’oceano dell’infanzia, e affiorano in un
presente inquieto e onirico, dove il tempo circola e si disperde in una “Linea intera, linea spezzata” che è l’ultima raccolta di poesie data alle stampe e tradotta oggi, magistralmente in catalano, da
Joan-Elies Adell (Saldonar, Barcellona).

A conversare con l’autore ci sono stati Giacomo Mameli, giornalista e scrittore e Raffaele Sari Bozzolo, docente e poeta.
L’attrice Viviana Nicodemo ha dato la sua voce alle parole di Milo De Angelis, uno tra i poeti più interessanti del panorama letterario europeo.

 

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