Nàrami ha ospitato la presentazione di un libro che narra di cibo: “Grazia Deledda e il cibo, da Omero ai giorni nostri”, scritto da Giovanni Fancello e Sara Chessa, Arkadia Editore.
Il libro è un viaggio avvincente nella produzione agricola, nell’allevamento, negli usi, nei riti, nelle abitudini, nelle contaminazioni culinarie di un’isola che è al centro del bacino del Mediterraneo. Dopo un intenso anno di presentazioni, al di là e al di qua del mare, questo peculiare racconto ha approdato a Sa Mandra, convinto di trovare la sua dimora ideale.
È stato Gianluigi Tiddia, ingegnere, influencer, esperto di comunicazione, a dialogare con gli autori. Giovanni Fancello e Sara Chessa hanno setacciato l’opera letteraria della Deledda e hanno selezionato i brani più significativi nei quali il premio Nobel racconta di tavole imbandite, di feste e cibi, ma hanno anche scelto, di riportare tutte quelle pagine colme di curiosità, di specifici aneddoti, dei tanti riti e rituali legati al cibo, che hanno fatto la storia gastronomica della gente di Sardegna.
Una storia spesso ignorata, o osservata con superficialità, questo studio invece, ne dimostra la profondità culturale, le mille contaminazioni e gli innumerevoli incroci intrinsechi alla propria peculiarità e storia.
Ad accompagnare la serata ci sono stati le letture, tratte dal libro, a cura di Stefano Resmin e i racconti di Fabrizio Murrocu, cresciuto nelle cucine di Sa Mandra, ora cuoco provetto, che ha raccontato dei dettagli sulla cucina emiliano-romagnola, in quanto Grazia Deledda, aveva una dimora a Cervia, dove era solita passare periodi di vacanza, e nei suoi scritti riporta dettagli sulla cucina emiliano-romagnola.