Negli spazi interattivi di Sa Mandra, un nuovo evento Nàrami con “Là fuori nel mondo”, una mostra collettiva che ha riunito artisti e artiste di diverse generazioni e linguaggi: Manuel Attanasio, Pietrina Atzori, Marco Ceraglia, Cenzo Cocca, Chiara Cordeschi, Maria Giovanna Gugliano, Nina Monne, Franco Scassellati e Jacopo Scassellati.
Con poetica determinazione, le loro opere dialogano sul tema di ciò che accade “là fuori”, in un mondo che muta, corre, inciampa, cade e si rialza. Artisti che sanno che là fuori esistono luoghi dove un insignificante seme può sbocciare, dove la vita caparbiamente fiorisce e rifiorisce, dove la realtà si palesa a prescindere da ciò che la circonda.
Le loro opere ci hanno ammonito e ricordato che siamo noi che, con il nostro incedere quotidiano, dobbiamo impedire al mondo di disfarsi, di disintegrarsi. L’arte, lo sappiamo, è il contrario della disintegrazione. Gli artisti, i poeti, i musicisti — chiunque abbia storie da raccontare, pensieri da condividere, parole da comunicare o gesta da mostrare — sono essi stessi i garanti, i testimoni di una ideale e manifesta integrità.
Passeggiare tra gli spazi espositivi di Sa Mandra è stato come viaggiare in un mondo ospitale. È stato intrigante curiosare tra le installazioni di arte tessile, godere di quelle magmatiche forme di ceramica incandescente, decodificare le impalpabili costruzioni che sono nido, che sono casa.
Ci si è lasciati avvolgere dalla persistente melodia che ha cullato e accompagnato due piccole, avide labbra in cerca di conforto e volontà di esistere. Suggestioni che hanno ricordato come nascere — come sboccia un fiore, come germoglia una pianta, come nasce un animale, un bimbo, una bimba — non sia mai un atto banale, ma un’intraprendente azione da coltivare, accudire, crescere e assaporare, come un’incerta ma calda carezza.