Come ogni anno, puntuale, con l’arrivo dell’8 marzo a Sa Mandra ritorna Nàrami. In caffetteria, a chiacchierare con Laura Masala, ci erano le mani pensanti di: Monica Scassellati, Fabiola Pinna, Maria Assunta Loi, e di Nella Pinna.
Raccontare il “saper fare” è stato il protagonista della mattinata. Sono leste le mani di Monica Scassellati, ceramista scultrice, mentre impastano e modellano la terra. Cuciono, imbastiscono, costruiscono abiti, le abili mani di Fabiola Pinna, stilista, Bridal Designer. Ricamano, colorano di luce, annodano macramè, le precise e infaticabili mani di Maria Assunta Loi, provetta ricamatrice. Merlettano, in
un intreccio di impalpabili fili, le laboriose mani della maestra di filet, Nella Pinna.
È stata Laura Masala, counselor, nella veste di padrona di casa a dipanare, a enucleare i pensieri di queste sapienti mani che ipnoticamente creano manufatti che incantano e meravigliano.
Squarciano il nero i fili di seta e di oro; è evanescente il filato che costruisce imperiture architetture di filet; ridisegnano il corpo e rivestono come una seconda pelle gli abiti cuciti su misura; sono rigorose, nella loro sinuosa e geometrica forma, le ceramiche, si accendono di luce e di colore, hanno la memoria del fuoco e profumano di terra.
Sono davvero sapienti le mani: sanno ripercorrere memorie; sanno attingere dal passato; si stabilizzano nel presente e si proiettano in un immancabile futuro. Si concretizzano impercettibili i pensieri; durano lo spazio di un attimo, e da sole le mani se ne vanno, modellano, creano, congiungono, danno vita a nuovi linguaggi che catturano e giocano con rimandi e innate emozioni. È nel momento in cui il passato
traccia il futuro, che la tradizione si tramanda, la cultura si alimenta e continua a vivere.
È di questa consapevolezza che si è parlato nell’appuntamento di Nàrami dell’8 marzo, in quella splendida cornice che sono gli spazi interattivi di Sa Mandra, dove il coltivare, l’allevare diventano cibo e racconto di vita.