NARAMI

Pitzinnos chi giogant fatende su pane

In questa occasione si è fatto un laboratorio sulla panificazione e si è presentato il libro “Pani tipici della tradizione algherese” (Delfino Editore), a cura del professore Antonio Farris. Un libro fatto a più mani al quale hanno dato il loro contributo diversi e dotti specialisti in materia pane. È stato il professore Farris a illustrare il contenuto del testo, e a parlare della semina del grano, della mietitura, della molitura e, in particolare, delle fasi di panificazione con l’utilizzo del lievito madre.

È stato presente anche il panificatore Antonio Masia, del Panificio Cherchi di Olmedo, che ha curato la preparazione, ha modellato gli impasti di farina e acqua per creare il pane e, infine, lo ha cotto.

L’evento è stato rivolto anche ai bambini che sono stati coinvolti nella preparazione e nella degustazione finale del pane. Un evento con una impronta pedagogica importante, che si è posto il problema di non perdere il vasto patrimonio isolano dei pani che, con le varianti, raggiunge un’infinità di esemplari.

La vitalità della panificazione si sta man mano e inesorabilmente abbandonando, ma è ancora possibile recuperare e tramandare saperi che perpetuano rituali dei cicli stagionali, di nascita, di morte, e festività. Preparare il pane è un gesto semplice, ma fondamentale, e alle nuove generazioni si è voluto rivolgere questo richiamo, affinché con naturalezza, come fosse un gioco, si possa tramandare un sapere fatto di gesti antichi e preziosi che trasformano una pasta incolore in un fragrante e prezioso alimento.

 

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