Libri, laboratori di cucina e pranzo in onore a Grazia Deledda
L’Azienda Agrituristica Sa Mandra ha celebrato il premio Nobel della Letteratura, Grazia Deledda, a centocinquanta anni dalla sua nascita. E raccontarla, praticando la cucina di Grazia.
Il cibo, per la scrittrice è un personaggio primario o comprimario, che si materializza e cadenza le gesta giornaliere di un popolo che attraversa la storia, ne traccia l’ambiente, forgia il destino identificandosi nella propria terra. Il cibo non è solo un fabbisogno quotidiano, assurge a elemento etnografico, antropologico, codifica gli appuntamenti della vita, dal battesimo sino ai rituali funebri. Diventa rito collettivo, identità di una comunità ristretta ma universale nella sua elementarità.
“Per guarire le piaghe secolari della Sardegna non ci vuole l’opera, per quanto possa essere artistica o scientifica, della mia grama e piccola mano. Cosa potranno fare i miei bozzetti, i miei racconti, i miei romanzi? Nulla. Potranno darmi la celebrità, la vuota e vana celebrità, ma non faranno nulla per la Sardegna. Eppure io mi illudo e sogno troppo spesso il contrario (…) Eppure questa idea mi arride ancora, perché io sono convinta che l’unica via di rigenerare la Sardegna è di coltivarla. I Sardi hanno il torto di gridare contro il Governo, aspettando da oltre mare un aiuto che non verrà mai. Ma che bisogno c’è di quest’aiuto? È l’infingardaggine loro, è l’agricoltura e l’applicassero alle loro terre ogni malanno sarebbe finito. Invece studiano leggi, studiano medicina, filosofia, belle lettere e diritto romano, ma lasciano incolta la terra che non produce e che non dà lavoro né pane ai poveri… ”
Grazia Deledda